Credito d’Imposta Pubblicità 2021

Credito d’Imposta Pubblicità 2021

Credito d'imposta Pubblicità 2021, per investimenti pubblicitari Tv, Radio, Stampa

Novità DL 73 - 2021 convertito (C.D. DL "Sostegni bis")

Presentazione della comunicazione per l'accesso dal 1.10.2021 al 31.10.2021 (comunicato dipartimento informazione editoria 31.8.2021)

Con il comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'informazione e l'editoria 31.8.2021, è stato previsto che la comunicazione per l'accesso al credito d'imposta per investimenti pubblicitari 2021 deve essere presentata dall'1.10.2021 al 31.10.2021.

La finestra temporale per l'invio della comunicazione relativamente agli investimenti pubblicitari 2021 è stata posticipata a causa degli interventi di aggiornamento della piattaforma telematica a seguito delle modifiche introdotte dall'art. 67 co. 10 del DL 25.5.2021 n. 73.

Modifiche apportate dal DL "Sostegni-bis"

Con l'art. 67 co. 10 del DL 73/2021 convertito (c.d. DL "Sostegni-bis") il "regime derogatorio" introdotto nell'anno 2020 è stato prorogato per gli anni 2021 e 2022, ed è stato esteso anche agli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.

Per entrambe le annualità il credito d'imposta di cui all'art. 57-bis del DL 50/2017 deve quindi essere calcolato - sia per gli investimenti pubblicitari sui giornali che per gli investimenti pubblicitari sulle emittenti radio-televisive - nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati e non sul solo incremento rispetto all'investimento effettuato nell'anno precedente.

Modalità di accesso all'agevolazione

In linea generale, per l'accesso all'agevolazione, i soggetti interessati devono presentare mediante l'apposito modello:

- la "comunicazione per l'accesso al credito d'imposta", contenente i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell'anno agevolato;

- la "dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati", resa per dichiarare che gli investimenti indicati nella comunicazione per l'accesso al credito d'imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell'anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti richiesti.

In considerazione delle novità del DL "Sostegni-bis", l'art. 67 co. 10 del DL 73/2021 convertito aveva differito la finestra temporale che consente la comunicazione per l'accesso al beneficio per il 2021, prevista inizialmente dall'1.3.2021 al 31.3.2021, al periodo dall'1.9.2021 al 30.9.2021.

Il comunicato del Dipartimento per l'informazione e l'editoria 31.8.2021 ha quindi previsto lo slittamento ulteriore ad ottobre della finestra temporale di presentazione della citata comunicazione per l'accesso, precisando inoltre che resta invariata la modalità per la presentazione del modello di comunicazione telematica.

Il modello dovrà quindi essere inviato:

- tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate;

- attraverso l'apposita procedura disponibile nella sezione dell'area riservata "Servizi per" alla voce "Comunicare", accessibile con il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o la Carta d'Identità Elettronica (CIE) o con le credenziali Entratel e Fisconline.

Si ricorda inoltre che, ai fini della concessione dell'agevolazione, l'ordine cronologico di presentazione delle domande non è rilevante. In caso di insufficienza delle risorse disponibili, infatti, è prevista la ripartizione percentuale.

Comunicazioni trasmesse dall'1.3.2021 al 31.3.2021

Come evidenziato sul sito del Dipartimento per l'informazione e l'editoria, restano comunque valide le comunicazioni telematiche trasmesse nel periodo compreso tra l'1.3.2021 e il 31.3.2021 (periodo di presentazione previsto in via "ordinaria"), sulle quali il calcolo per la determinazione del credito d'imposta sarà automaticamente effettuato sulla base delle intervenute disposizioni normative relative all'anno 2021.

Sarebbe comunque possibile "sostituire" la prenotazione già inviata a marzo, inviandone una nuova, sempre nel periodo dall'1.10.2021 al 31.10.2021.

Dichiarazione sostitutiva degli investimenti

Salvo diversa indicazione, la dichiarazione sostitutiva degli investimenti effettuati dovrebbe poi essere presentata dall'1.1.2022 al 31.1.2022 (periodo previsto "a regime").

[Tratto da La Settimana in Breve n.31 del 3 Settembre 2021]

Rag. Ornello Castelli
@2021

Credito d’Imposta Innovazione e Design – Qualche mia osservazione a riguardo

Credito d’Imposta Innovazione e Design – Qualche mia osservazione a riguardo

Decorrenza nuove aliquote e nuove disposizioni modificative crediti imposta R&S, Innovazione e Design

Propongo a tutti noi una riflessione sulla decorrenza delle nuove aliquote e più in generale delle modifiche, approvate con la legge 178/2020 alla legge 160/2019 nella parte in cui istituisce il nuovo credito d’imposta in oggetto.

Legge di Bilancio 30.12.2020, n. 178, all’articolo 20 – entrata in vigore: La presente legge, salvo quanto diversamente previsto, entra in vigore il 1° gennaio 2021.

A mio parere questo vuol dire che in generale le disposizioni nuove e/o modificative di leggi esistenti in essa previste entrano in vigore appunto dal 2021 e di fatto quanto modificato non è più in vigore dalla suddetta data.

Salvo quanto diversamente previsto.

Se dunque si vuole prevedere una diversa entrata in vigore o meglio una diversa decorrenza, lo si deve esplicitare.

Ad esempio, in calce ai commi 412, 413 e 722 si prevede l’entrata in vigore “il giorno stesso della pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.” (avvenuta in questo caso il 30.12.2020)

Per altro verso il comma 1050 prevede una disposizione “Con decorrenza dal 1° gennaio 2021, ...” . Se fosse “automatica” la decorrenza con l’entrata in vigore che in questo caso coincide con il 1° gennaio 2021, il Legislatore non avrebbe avuto la necessità di precisarla. Quindi entrata in vigore e decorrenza sono due cose diverse.

Ed infatti il successivo comma 1051 prevede che ”a decorrere dal 16 novembre 2020 ... è riconosciuto un credito d’imposta alle condizioni e nelle misure stabilite dai commi da 1052 a 1058 ...”. Questo comma ed i successivi trattano del credito d’imposta per acquisto beni strumentali nuovi. Qui il Legislatore ha voluto introdurre una decorrenza diversa dall’entrata in vigore della Legge. Nuovamente la decorrenza (delle modifiche) può non coincidere con l’entrata in vigore della legge di modifica. Probabilmente il legislatore per evitare una possibile “sospensione” degli investimenti dalla data di pubblicazione del disegno di legge alla sua approvazione definitiva, e volendo dare “da subito” nuovo impulso agli acquisti, ne ha aumento le aliquote, volendo comunque lasciare invariate quelle per gli acquisti già effettuati.

Il comma 1064 prevede invece una serie di modifiche all’articolo 1 della Legge 27.12.2019, n. 160 ed in particolare qui ci si riferisce al nuovo credito d’imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione e Design, oltre al credito formazione “Industria 4.0”.

Per queste modifiche, inclusi gli innalzamenti delle percentuali di credito, NON si prevede una particolare decorrenza, mentre se ne prevede una (ultimo periodo del comma 1064) per le modifiche da apportare sempre alla Legge 160/2019, alle spese ammissibili al credito d’imposta formazione 4.0; si prevede infatti “Per il periodo in corso al 31.12.2020 e fino a quello in corso al 31.12.2023 ...” Qui si rende necessario specificare la decorrenza (dal 2020) in quanto si va a modificare una norma in vigore già dal 2018 e che altrimenti sarebbe modificata dall’origine, con un effetto retroattivo evidentemente non voluto.

Se l’interpretazione da dare alla decorrenza delle varie disposizioni della Legge 178/2020, fosse la data di entrata in vigore, non avrebbero senso e in qualche caso non sarebbero applicabili, alcune delle norme contenute nella legge, come quelle appena indicate.

Nuovamente, quindi, l’indicazione della decorrenza delle modifiche apportate ha una sua logica e una sua necessità.

Nel caso delle modifiche apportate ai commi da 198 a 206 della Legge 160/2019, relativi al credito d’imposta Ricerca Sviluppo, Innovazione e Design, essendo una norma completamente riscritta per l’esercizio 2020, non è stato necessario precisarne la decorrenza proprio in quanto il Legislatore ha voluto modificare “ora per allora” le percentuali dei benefici in argomento, probabilmente per riavvicinarli almeno in parte alle percentuali in vigore con la precedente normativa, dopo che con la nuova avevano penalizzato chi facendo affidamento sul fatto che anche la norma sarebbe rimasta in vigore fino al 2020, avevano portato avanti progetti pluriennali programmati in precedenza. In questo caso, diversamente dallo stimolo agli acquisti, dato che le attività di ricerca non si improvvisano, si è voluto dare un segnale forte e un riconoscimento alle aziende che, nonostante la pandemia e l’incertezza economica mondiale, hanno comunque investito per il mantenimento della competitività e di conseguenza dell’occupazione. Si è preferito, probabilmente iniziare ad uscire dalla logica degli interventi “a pioggia” che hanno caratterizzato i DPCM emessi per i “ristori” da COVID-19, per iniziare a passare, anche in ottica del “Recovery plan” in discussione nel medesimo periodo di approvazione della legge di bilancio, ad un sostegno più mirato, privilegiando aziende sane che magari hanno subìto importanti flessioni di fatturato e di utili ma che in ogni caso sono sane, hanno investito ed investono, anche in ricerca.

Più in particolare si notano inoltre alcune modifiche che definirei correzioni di sviste. Mi riferisco ad esempio alle previsioni delle lettere da b) a e) del comma 1064 della Legge 178. In qualche caso sono chiarimenti che determinano la leggibilità che nella norma originaria mancava, come ad esempio alle varie indicazioni relative ai “contratti stipulati con soggetti esteri”. In altri casi sono aggiunte che uniformano l’ammissibilità degli ammortamenti del software (il comma 202 non li prevedeva mentre erano già contenuti nei commi 200 e 201) o anche la uniformità della ammissibilità delle spese di consulenza nel prevedere una limitazione percentuale riferita alle spese di ricerca e innovazione (che era presente nel comma 200 ma non nel comma 201). Tutto questo fa pensare ad una “sistemazione” complessiva della nuova norma con decorrenza dall’inizio della validità della stessa. La relazione illustrativa di accompagnamento al disegno di legge riconosce infatti espressamente “che rispondono ad esigenze di coordinamento sistematico e sono finalizzate a meglio chiarire l’ambito applicativo dell’agevolazione”. Tutti gli interpreti, incluso sembra il Ministero, sono concordi nel far decorrere queste novità già a partire dall’esercizio 2020, primo esercizio di entrata in vigore della norma e quindi viene attribuito qui valore retroattivo.

Mi chiedo allora, quale dovrebbe essere la decorrenza automatica (in quanto non espressa) della lettera f) dello stesso comma 1064?! Con questa lettera si dispongono le nuove aliquote ed i nuovi massimali e qui la relazione illustrativa si limita a ribadire le nuove misure senza aggiungere nessun’altra considerazione, in quanto evidentemente ritenuta non necessaria. Si deve concludere pertanto che anche le disposizioni di cui alla lettera f) sono applicabili già alle spese sostenute nell’esercizio 2020.

Aggiungo un’altra “conferma” indiretta della volontà del legislatore in merito alle modifiche di cui stiamo trattando, l’articolo 1, comma 185 della legge 178/2020, che riguarda sempre la norma nazionale relativa alle spese di ricerca e sviluppo, disciplinando alcune particolarità per il Mezzogiorno:

Al fine di incentivare più efficacemente l’avanzamento tecnologico dei processi produttivi e gli investimenti in ricerca e sviluppo delle imprese operanti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, compresi i progetti di ricerca e sviluppo in materia di COVID-19, direttamente afferenti a strutture produttive ubicate nelle suddette regioni, spetta, per gli anni 2021 e 2022, alle seguenti categorie di imprese, come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003: nella misura del 25 per cento per le grandi imprese, che occupano almeno duecentocinquanta persone e il cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro; nella misura del 35 per cento per le medie imprese, che occupano almeno cinquanta persone e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro, e nella misura del 45 per cento per le piccole imprese, che occupano meno di cinquanta persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro.

Tenuto conto che la norma in argomento, con le modifiche in commento è adesso in vigore per gli esercizi 2020-2022, se la decorrenza della disposizione di cui sopra fosse automaticamente a decorrere dal 2021, nuovamente non sarebbe stato necessario precisare qui la spettanza per gli esercizi 2021 e 2022. Qui, dato che lo scopo era incentivare maggiormente gli investimenti nelle regioni del Mezzogiorno, lo si è voluto fare con decorrenza successiva all’esercizio 2020 ormai praticamente concluso.

In conclusione, quando il Legislatore ha voluto fissare una decorrenza particolare lo ha fatto e quando non lo ha fatto è stato perché non ne aveva la volontà o la necessità. Se dunque dal 1° gennaio 2021 è in vigore una Legge, la 160/2019, modificata, la versione in vigore fino al 31.12.2020 non ha più effetto, per le parti che qui interessano, ai fini della spettanza del credito in argomento, per i calcoli e le certificazioni che pertanto dovranno necessariamente tenere conto delle uniche disposizioni adesso in vigore.

Un dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico più volte ha diffuso la sua opinione circa la decorrenza dal 2021 delle nuove aliquote.

Sulla stampa specializzata è uscita un’anticipazione secondo la quale l’Agenzia delle Entrate sarebbe invece del parere della decorrenza immediata delle modifiche, in linea con quanto proposto in questo studio.

In sede di approvazione dei bilanci le aziende avrebbero necessitò di un chiarimento definitivo.

 

 

Rag. Ornello Castelli
@2021

 

Guida al Bonus Pubblicità 2021

Guida al Bonus Pubblicità 2021

BONUS PUBBLICITA' 2021

BONUS PUBBLICITA' 2021

È previsto il riconoscimento di un credito d'imposta per gli investimenti in campagne pubblicitarie su stampa, radio e tv (art. 57-bis del DL 50/2017 conv. e successive modifiche; DPCM 16.5.2018 n. 90).

A causa dell'emergenza Coronavirus, è stato previsto un particolare regime per il periodo d'imposta 2020 (art. 98 co. 1 del DL 18/2020 convertito e art. 186 del DL 34/2020), prorogato per il 2021 e 2022 dalla legge di bilancio 2021 per i soli investimenti sulla stampa (art. 1 co. 608 della L. 178/2020).

Ambito soggettivo

Il credito d'imposta è riconosciuto:

  • alle imprese (a prescindere dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal regime contabile adottato);

  • ai lavoratori autonomi (ivi incluse quindi le professioni regolamentate);

  • agli enti non commerciali.

Ambito oggettivo

In linea generale, sono oggetto dell'agevolazione gli investimenti in campagne pubblicitarie effettuati:

  • sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line;

  • sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali (solo per l'anno 2020, anche sulle emittenti televisive e radiofoniche nazionali, analogiche o digitali, purchè non partecipate dallo Stato; circ. Agenzia delle Entrate 25/2020, § 4.1, e FAQ Dipartimento informazione editoria 8.9.2020).

In particolare, sono agevolabili gli investimenti riferiti all'acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali effettuati su:

  • giornali quotidiani e periodici (nazionali o locali), pubblicati in edizione cartacea o editi in formato digitale (senza dover rispettare i requisiti ex art. 7 co. 1 e 4 del DLgs. 70/2017, anche se richiamati dall'art. 3 del DPCM 16.5.2018; cfr. FAQ Dipartimento per l'informazione e l'editoria 23.10.2019), iscritti presso il competente Tribunale ovvero presso il Registro degli operatori di comunicazione e, in ogni caso, dotati della figura del direttore responsabile;

  • emittenti radiofoniche e televisive locali iscritte presso il Registro degli operatori di comunicazione.

L'importo da considerare ai fini dell'agevolazione è costituito dall'ammontare delle spese di pubblicità, al netto dell'IVA se detraibile.

In caso di IVA indetraibile, l'importo da considerare ai fini dell'agevolazione è costituito dall'ammontare complessivo della spesa pubblicitaria (imponibile + IVA) (FAQ 23.10.2019).

Spese escluse

Sono escluse le spese sostenute per:

  • l'acquisto di spazi nell'ambito della programmazione o dei palinsesti editoriali per pubblicizzare o promuovere televendite di beni e servizi di qualunque tipologia;

  • per la trasmissione o per l'acquisto di spot radio e televisivi di inserzioni o spazi promozionali relativi a servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite di denaro, di messaggeria vocale o chat-line con servizi a sovraprezzo;

  • grafica pubblicitaria su cartelloni fisici, volantini cartacei periodici, pubblicità su cartellonistica, pubblicità su vetture o apparecchiature, pubblicità mediante affissioni e display, pubblicità su schermi di sale cinematografiche, pubblicità tramite social o piattaforme on line, banner pubblicitari su portali on line (FAQ 23.10.2018).

Le spese per l'acquisto di pubblicità sono ammissibili al netto delle spese accessorie, dei costi di intermediazione e di ogni altra spesa diversa dall'acquisto dello spazio pubblicitario, anche se ad esso funzionale o connesso.

Società concessionarie

Le somme complessivamente fatturate da società concessionarie della raccolta pubblicitaria sono interamente ammissibili ai fini del calcolo del credito d'imposta, in quanto costituiscono, per l'operatore economico committente, l'effettiva spesa sostenuta per l'acquisto degli spazi (FAQ 23.10.2019).

Sono, invece, escluse le spese sostenute dagli operatori economici che scelgano di avvalersi di servizi di consulenza o intermediazione.

Agenzie di stampa

Gli investimenti pubblicitari sul sito web di un'agenzia di stampa sono ammissibili a condizione che (FAQ 23.10.2019):

  • la relativa testata giornalistica sia registrata presso il competente Tribunale civile ovvero presso il Registro degli operatori della comunicazione;

  • la testata sia dotata della figura del direttore responsabile.

Investimenti incrementali

Ad esclusione di quanto previsto per il periodo d'imposta 2020, 2021 e 2022, per beneficiare dell'agevolazione, il valore complessivo dei suddetti investimenti agevolabili doveva superare almeno dell'1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell'anno precedente (si intendono quindi la stampa, da una parte, e le emittenti radio-televisive dall'altra, non il singolo giornale o la singola emittente).

Non è considerato incrementale l'investimento delle imprese che hanno iniziato l'attività nel corso dell'anno per il quale è richiesto il beneficio o di quelle che nell'anno precedente a quello per il quale il beneficio è richiesto non abbiano effettuato investimenti pubblicitari (Parere Consiglio di Stato 1255/2018, risposte 19.10.2018 e risposta interpello 18.10.2018 n. 38).

Nell'ipotesi di investimenti effettuati su entrambi i canali, la verifica degli investimenti pubblicitari effettuati nell'anno precedente sarà condotta prendendo in considerazione il complesso degli investimenti realizzati sui due mezzi di informazione (stampa ed emittenti radio-TV), quindi nel caso di investimenti pregressi presenti solo su un mezzo (es. stampa) anche l'investimento effettuato sull'altro mezzo (es. TV) con investimenti pregressi pari a zero può concorrere al calcolo incrementale (FAQ 23.10.2019).

In caso di conferimento d'azienda, la conferitaria deve considerare, ai fini del calcolo degli investimenti incrementali, gli investimenti pubblicitari effettuati dalla conferente (risposta interpello 144/2020).

Per l'anno 2020 (investimenti su stampa e radio-tv) e per gli anni 2021 e 2022 (investimenti sulla stampa), non rileva il presupposto dell'incremento minimo dell'1% dell'investimento pubblicitario, rispetto all'investimento dell'anno precedente, quale requisito per l'accesso all'agevolazione fiscale. Ciò comporta che possono accedere all'agevolazione anche (comunicato Dipartimento informazione e editoria 15.4.2020 e FAQ 8.9.2020):

  • i soggetti che programmano investimenti inferiori rispetto a quelli effettuati nell'anno precedente;

  • i soggetti che nell'anno precedente non abbiano effettuato investimenti pubblicitari;

  • i soggetti che hanno iniziato la loro attività nel corso dell'anno.

Ambito temporale

Ambito temporale

Sono agevolabili i suddetti investimenti incrementali su stampa, radio e tv effettuati dall'1.1.2019 (erano agevolabili, con una diversa misura, anche gli investimenti effettuati nel 2018 e, in parte, nel 2017).

Per il 2021 e 2022 possono beneficiare dell'agevolazione "straordinaria" soltanto gli investimenti sulla stampa.

Momento di sostenimento delle spese

Le spese si considerano sostenute secondo l'art. 109 del TUIR, in base al quale "i corrispettivi delle prestazioni di servizi si considerano conseguiti e le spese di acquisizione dei servizi si considerano sostenute, alla data in cui le prestazioni stesse sono ultimate".

Non rileva quindi il momento in cui viene emessa la fattura o viene effettuato il pagamento (FAQ 23.10.2019).

Il pagamento può essere effettuato con qualsiasi mezzo.

Attestazione delle spese

L'effettuazione di tali spese deve risultare da apposita attestazione rilasciata:

  • dai soggetti di cui all'art. 35 co. 1 lett. a) e 3 del DLgs. 241/97, legittimati a rilasciare il visto di conformità;

  • ovvero dai soggetti che esercitano la revisione legale dei conti ai sensi dell'art. 2409-bis c.c.

Tale attestazione (FAQ 23.10.2019):

  • riguarda esclusivamente l'effettività del sostenimento delle spese;

  • deve essere prodotta solo in relazione alla "Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati", di cui costituisce un presupposto.

Accesso all'agevolazione

I soggetti interessati devono presentare mediante l'apposito modello:

  • la "comunicazione per l'accesso al credito d'imposta", contenente i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell'anno agevolato;

  • la "dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati", resa per dichiarare che gli investimenti indicati nella comunicazione per l'accesso al credito d'imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell'anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti richiesti.

Nessun documento deve essere allegato al modello (es. fatture, copie di contratti pubblicitari, attestazione delle spese, documento d'identità).

Modalità di presentazione

La comunicazione e la dichiarazione sostitutiva devono essere presentate:

  • al Dipartimento per l'Informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

  • utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate; la procedura è accessibile nella sezione dell'area autenticata "Servizi per" alla voce "comunicare";

  • direttamente, da parte dei soggetti abilitati ai servizi telematici dell'Agenzia, tramite una società del gruppo, se il richiedente fa parte di un gruppo societario, oppure tramite gli intermediari abilitati (professionisti, associazioni di categoria, CAF, ecc.).

Termini di presentazione

Di seguito si riepilogano i termini di presentazione.

Periodo di effettuazione degli investimenti

Comunicazione per l'accesso al credito

Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati

2017

Non doveva essere presentata

Dal 22.9.2018 al 22.10.2018

2018

Dal 22.9.2018 al 22.10.2018

Dall'1.1.2019 al 31.1.2019

2019

Dall'1.10.2019 al 31.10.2019

Dall'1.1.2020 al 31.1.2020

2020

Dall'1.9.2020 al 30.9.2020

Dall'8.1.2021 all'8.2.2021

a regime

Dal 1° al 31 marzo di ciascun anno

Dal 1° al 31 gennaio dell'anno successivo.

Per l'anno 2020, la comunicazione telematica per l'accesso al credito deve essere presentata dall'1.9.2020 al 30.9.2020. Restano comunque valide le comunicazioni telematiche trasmesse nel periodo "ordinario" dall'1.3.2020 al 31.3.2020 (art. 57 co. 1-ter del DL 50/2017 e FAQ Dipartimento informazione e editoria 8.9.2020).

Ai fini della concessione dell'agevolazione, l'ordine cronologico di presentazione delle domande non è rilevante. Nell'ipotesi di insufficienza delle risorse disponibili, infatti, è prevista la ripartizione percentuale tra tutti i soggetti che, nel rispetto dei requisiti e delle condizioni di ammissibilità, hanno presentato nei termini la comunicazione telematica (FAQ 23.10.2019).

Misura del credito d'imposta

Dal 2019, il credito d'imposta "teorico", che spetta comunque nel limite massimo di spesa stabilito, è previsto nella misura unica del 75% degli investimenti pubblicitari incrementali per tutti i soggetti (art. 57-bis co. 1-bis del DL 50/2017).

Il credito d'imposta richiesto in relazione a ciascun mezzo di informazione è determinato come di seguito (istruzioni al modello di comunicazione 1.10.2019):

  • viene calcolato l'importo complessivo del credito d'imposta pari al 75% dell'ammontare totale dell'incremento;

  • l'importo come sopra determinato viene poi ripartito in proporzione all'ammontare dell'incremento sui singoli mezzi di informazione.

L'ammontare del credito effettivamente fruibile è definito con apposito provvedimento del Dipartimento per l'informazione e l'editoria.

Misura per il 2020

Ai sensi dell'art. 57-bis co. 1-ter del DL 50/2017 (introdotto dall'186 del DL 34/2020), il credito d'imposta, limitatamente al 2020, spetta nella misura del 50% (in luogo del 30% inizialmente previsto dall'art. 98 co. 1 del DL 18/2020) del complesso degli investimenti pubblicitari su stampa, radio e tv (quindi non soltanto per quelli incrementali).

Misure per il 2021 e 2022

A norma dell'art. 57-bis co. 1-quater del DL 50/2017 (introdotto dall'art. 1 co. 608 della L. 178/2020), per il 2021 e 2022 il credito d'imposta spetta nella misura del 50% del complesso degli investimenti pubblicitari effettuati solo su giornali quotidiani e periodici, anche in formato digitale.

Per gli investimenti effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, si applica la normale disciplina di cui al co. 1-bis dell'art. 57-bis: il credito d'imposta, quindi, è riconosciuto nella misura unica del 75% del valore incrementale, purché pari o superiore almeno dell'1%, degli analoghi investimenti effettuati sullo stesso mezzo di informazione nell'anno precedente.

Utilizzo del credito d'imposta

Il credito d'imposta riconosciuto è utilizzabile:

  • esclusivamente in compensazione mediante il modello F24 (art. 17 del DLgs. 471/97), con codice tributo "6900" (ris. Agenzia delle Entrate 41/2019), da presentare tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate;

  • a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento che comunica l'ammontare spettante.

L'agevolazione spetta nel rispetto del regime de minimis (art. 1 co. 762 della L. 145/2018 e DPCM 11.4.2019).

Divieto di cumulo con altre agevolazioni

Il credito d'imposta è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con ogni altra agevolazione prevista da normativa statale, regionale o europea.

Trattamento fiscale

In assenza di specifiche disposizioni di senso contrario, il credito d'imposta si configura come un contributo tassabile ai fini IRPEF, IRES e IRAP (FAQ 23.10.2019).

Posto che, in linea di massima, le spese di pubblicità sono costi di periodo e il credito d'imposta potrebbe quindi configurarsi come un contributo in conto esercizio, sotto il profilo fiscale lo stesso genera ricavi ai sensi dell'art. 85 co. 1 lett. g) del TUIR.

Modifiche Normative Credito Imposta Ricerca e Sviluppo

Modifiche Normative Credito Imposta Ricerca e Sviluppo

Modifiche normative Credito Imposta Ricerca e Sviluppo
A valere sulle spese sostenute nell'esercizio 2020

Abbiamo sentito spesso i massimi esponenti della politica, a partire dal Presidente della Repubblica e dal Presidente del Consiglio dei Ministri, come sia fondamentale per il nostro paese, investire in ricerca e Sviluppo e quanto siamo indietro rispetto all’Europa e le iniziative per il cosiddetto “rientro dei cervelli”.

L’attuale Governo e la maggioranza che lo sostiene, sono stati spesso prodighi di affermazioni ed impegni volti a favorire le aziende che investono in ricerca e sviluppo.

Tutto ok, quindi.

Assolutamente no!

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Bonus per investimenti in pubblicità in attesa di regole

Bonus per investimenti in pubblicità in attesa di regole

Bonus per investimenti in pubblicità in attesa di regole

Modalità e Criteri di attuazione del Credito d’imposta, riconosciuto dal 2018 a imprese e professionisti, dev’essere definito con apposito DPCM.

Bonus per investimenti in pubblicita’ in attesa di regole
Modalita’ e criteri di attuazione del credito d’imposta, riconosciuto dal 2018 a imprese e professionisti, dev’essere definito con apposito DPCM

Fonte Eutekne Info
Pamela ALBERTI
Sabato 16 settembre 2017

L’art. 57-bis del DL 50/2017, inserito in sede di conversione nella L. n. 96/2017, prevede il riconoscimento, a decorrere dal 2018, di un credito d’imposta alle imprese e ai lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

La norma dispone che, per beneficiare dell’agevolazione, il valore di tali investimenti deve superare almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente.

Si tratta, quindi, di un’agevolazione che premia i soli investimenti pubblicitari “incrementali”.

Le modalità e i criteri di attuazione del credito d’imposta in commento saranno definiti con apposito DPCM…

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2017_11_17_bonus_investimenti_pubblicitari_anche_per_gli_enti_non_commerciali

Credito d’imposta Ricerca & Sviluppo

Credito d’imposta Ricerca & Sviluppo

CREDITO D’IMPOSTA PER RICERCA & SVILUPPO
(DL 145/2013 – Legge 9/2014 – Legge 190/2014 – DM 27 maggio 2015)

È in vigore l’agevolazione di cui all’art. 3 del D.L. 145/2013 (e successive modifiche ed integrazioni), nota come “credito d’imposta per la ricerca” o anche “bonus R&S”, ottenibile in maniera automatica a fronte degli investimenti in R&S sostenuti nel corso degli esercizi dal 2015 al 2020.

Si evidenziano di seguito i principali vantaggi del bonus:

1. contributo a fondo perduto ed esente da imposte, pari al 50% delle spese R&S sostenute nell’anno di riferimento, per la parte eccedente la media del triennio fisso 2012-2014:

2. Immediata fruibilità del contributo in oggetto, mediante compensazione diretta, sul Modello F24, a valere sui tributi erariali e sui contributi previdenziali. L’Azienda beneficia quindi, di fatto, di una fonte immediata di liquidità.

3. Praticità ed economicità: il bonus viene direttamente auto-liquidato dall’Azienda in base a un’attestazione di regolarità contabile ed effettività dei costi sostenuti, certificata da un revisore legale dei conti, il cui costo, in assenza di collegio sindacale o revisore interno, è interamente rimborsato all’azienda, per legge, al 100% fino ad un massimo 5.000 euro.

4. Cumulabilità del bonus con altre agevolazioni eventualmente percepite per le medesime spese.

5. Ampia varietà di tipologie di spesa ammissibili >(per la quota imputabile a ricerca e sviluppo), tra cui:

A) Costi del personale, inclusi gli amministratori;

B) Ammortamento attrezzature di laboratorio;

C) Contratti di ricerca;

D) Competenze tecniche;

E) Costi relativi al rilascio di privative industriali (ad es. brevetti), inclusi i canoni del
software dedicati ad attività di R&S.

Studio Castelli, per il solo esercizio 2016, ha contribuito a far ottenere circa DUE MILIONI di euro ad una quarantina di aziende.